Sistema di allerta rapida

Il mercato delle sostanze psicoattive è oggi caratterizzato da una forte capacità di trasformazione. Accanto alle droghe tradizionalmente conosciute, negli ultimi anni si è osservata la comparsa di un numero crescente di nuove sostanze psicoattive, spesso indicate con l’acronimo NPS, dall’inglese New Psychoactive Substances. Si tratta di composti sintetici o semisintetici progettati per produrre effetti sul sistema nervoso centrale e, in molti casi, per eludere temporaneamente i controlli normativi.

A livello globale, dal 2005 al 2024 sono state identificate oltre 1.300 nuove sostanze psicoattive. Non tutte rimangono stabilmente sul mercato: molte compaiono, si diffondono rapidamente e poi vengono sostituite da altre molecole, spesso simili per struttura chimica o per effetti ricercati. Questo continuo ricambio rende il fenomeno particolarmente complesso da monitorare e rappresenta una sfida costante per la sanità pubblica, per i laboratori di analisi, per i servizi clinici e per le forze dell’ordine.

Anche in Europa il fenomeno mantiene un’elevata rilevanza. Alla fine del 2024 erano state identificate circa 1.000 nuove sostanze psicoattive e, nonostante la diminuzione del numero di nuove molecole segnalate ogni anno dopo il 2015, il mercato continua a mostrare una notevole stabilità dinamica, con circa 350 sostanze rilevate annualmente. La riduzione apparente delle nuove segnalazioni non indica quindi necessariamente una diminuzione del rischio, ma piuttosto una capacità del mercato illegale di adattarsi ai controlli e alle misure normative.

Che cos’è il Sistema di allerta rapida

In Italia, il Sistema di allerta rapida sulle droghe è stato attivato nel 2009 dal Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo obiettivo è monitorare la comparsa e la diffusione delle nuove sostanze psicoattive sul territorio nazionale e individuare tempestivamente segnali di rischio associati anche alle sostanze già note.

Il Sistema svolge una funzione essenziale di sanità pubblica: raccoglie, valuta e diffonde informazioni utili per riconoscere precocemente situazioni di pericolo, supportare gli interventi di prevenzione e cura, orientare le attività analitiche e contribuire all’aggiornamento delle misure di controllo. In questo modo consente di rafforzare la capacità del Paese di rispondere a un fenomeno in rapida evoluzione.

Come funziona il Sistema

Il Sistema si basa su una rete nazionale di collaborazione che coinvolge istituzioni e strutture con competenze diverse ma complementari. Il Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze coordina il Sistema come Punto Focale Nazionale e mantiene il collegamento con l’EUDA, l’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe.

L’Istituto Superiore di Sanità gestisce operativamente il Sistema, curando la raccolta, l’organizzazione e la diffusione delle informazioni. La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga contribuisce attraverso il coordinamento delle attività di contrasto svolte dalle Forze dell’Ordine sul territorio. Il Centro Antiveleni di Pavia coordina e gestisce gli aspetti clinico-tossicologici relativi ai casi di intossicazione e decesso.

A questa struttura si aggiunge una rete di centri collaborativi che comprende Forze dell’Ordine, centri antiveleni, ospedali, laboratori di tossicologia forense, servizi per le dipendenze e altre strutture territoriali. La collaborazione tra questi attori consente di intercettare segnali provenienti da contesti diversi: sequestri, analisi di laboratorio, casi clinici, intossicazioni acute, decessi o altre situazioni che possono indicare la presenza di nuove sostanze o di nuovi rischi.

Dalla segnalazione alla risposta

Le informazioni raccolte dal Sistema vengono valutate per comprendere il livello di rischio associato a una sostanza, a un prodotto o a una specifica modalità di consumo. Questa valutazione può portare alla produzione e alla diffusione di documenti informativi o di allerta destinati alla rete nazionale.

I documenti di allerta sono classificati in diversi livelli, in relazione alla gravità del rischio segnalato: si va da comunicazioni informative su nuove identificazioni fino ad allerte relative a situazioni che possono comportare gravi intossicazioni o rischio di decesso. La tempestività della comunicazione è un elemento centrale, perché consente ai servizi sanitari, ai laboratori e alle autorità competenti di riconoscere più rapidamente possibili casi correlati e di attivare misure di risposta.

Dal 2019 il flusso di lavoro del Sistema è stato centralizzato attraverso una piattaforma online. Questo ha permesso di facilitare la raccolta delle informazioni provenienti dalla rete nazionale e dall’EUDA, ridurre il rischio di dispersione dei dati, iscrivere nuovi utenti al Sistema e rendere più efficiente la preparazione e la distribuzione dei documenti prodotti.

I dati del Sistema

Dal 2016 il Sistema ha gestito più di 1.800 segnalazioni, provenienti in larga parte dai centri collaborativi italiani. Queste segnalazioni hanno permesso di monitorare la presenza delle nuove sostanze psicoattive sul territorio nazionale e di descrivere l’evoluzione del fenomeno nel tempo.

Anche in Italia il mercato delle NPS mostra un andamento dinamico. Tra le classi più frequentemente rilevate rientrano i cannabinoidi sintetici e i catinoni sintetici, ma il panorama è in continua trasformazione. Nel corso del 2024 sono state identificate per la prima volta sul territorio nazionale 24 nuove sostanze psicoattive.

Tra il 2016 e la fine del 2024 il Sistema ha inoltre preparato e distribuito più di 400 documenti, prevalentemente di carattere informativo o di comunicazione, relativi all’identificazione di nuove sostanze in Italia o in Europa.

Il supporto all’aggiornamento normativo

Le segnalazioni ricevute dal Sistema rappresentano anche un importante supporto tecnico-scientifico per l’aggiornamento delle Tabelle del Decreto del Presidente della Repubblica 309/1990, il Testo unico in materia di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Quando una nuova sostanza viene identificata e valutata come potenzialmente pericolosa, le informazioni raccolte possono contribuire all’iter di inserimento nelle Tabelle, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Dal 2016 alla fine del 2024 sono stati emanati 44 decreti ministeriali di aggiornamento, con l’inclusione di oltre 400 nuove sostanze psicoattive nella Tabella I del DPR 309/90.

La normativa è uno strumento fondamentale, ma da sola non è sufficiente. Il mercato illegale tende infatti a modificarsi rapidamente: quando una sostanza viene sottoposta a controllo, possono comparire nuovi composti con struttura o effetti simili. Per questo motivo il monitoraggio continuo rimane indispensabile.

Le nuove sfide

Il fenomeno delle nuove sostanze psicoattive presenta diverse criticità. La prima riguarda il numero elevato di molecole, spesso diverse tra loro solo per piccole modifiche strutturali. La seconda è la scarsità di dati tossicologici e farmacologici: per molte sostanze non sono noti con precisione dosaggi, potenza, effetti acuti, interazioni o conseguenze a lungo termine.

Un’altra criticità riguarda le difficoltà analitiche. Le nuove sostanze possono non essere ancora presenti nei database di riferimento dei laboratori, rendendo più complessa la loro identificazione. A ciò si aggiunge la disinformazione: alcune NPS vengono presentate come “alternative legali” o “più sicure”, ma questa rappresentazione è fuorviante e può aumentare la percezione di innocuità.

Negli ultimi anni sono emerse inoltre nuove modalità di offerta e distribuzione. Le sostanze possono essere vendute non solo come polveri o compresse, ma anche sotto forma di liquidi per sigarette elettroniche, spray, prodotti commestibili, erbe trattate, cartine imbevute o medicinali contraffatti. In alcuni casi i prodotti contengono miscele di più sostanze, anche appartenenti a classi farmacologiche diverse, con effetti imprevedibili e un aumento del rischio di intossicazione.

Anche i canali di distribuzione sono cambiati. Accanto al dark web, assumono crescente importanza le piattaforme di e-commerce, i social media, le app di messaggistica e i sistemi postali o di corriere. Questo rende più difficile intercettare le sostanze e richiede strategie di monitoraggio capaci di integrare informazioni sanitarie, tossicologiche, investigative e digitali.

Perché il Sistema è importante

Il Sistema di allerta rapida è uno strumento fondamentale per proteggere la salute pubblica in un contesto in cui le sostanze, i prodotti e i canali di distribuzione cambiano rapidamente. La sua funzione non è soltanto identificare nuove molecole, ma comprendere i segnali di rischio, favorire la circolazione tempestiva delle informazioni e sostenere decisioni basate su evidenze.

La velocità con cui il fenomeno si trasforma impone un rafforzamento continuo delle capacità di monitoraggio, analisi e risposta. Per i consumatori, il rischio principale è spesso non sapere realmente cosa si sta assumendo. Per i clinici, la difficoltà è gestire intossicazioni da sostanze sconosciute o non immediatamente identificabili. Per i laboratori, la sfida è riconoscere composti nuovi e aggiornare costantemente i metodi analitici. Per le Forze dell’Ordine, il problema è confrontarsi con mercati sempre più frammentati, globalizzati e digitalizzati.

In questo scenario, il Sistema di allerta rapida rappresenta un presidio essenziale: permette di collegare le informazioni disponibili, trasformarle in conoscenza operativa e contribuire a risposte tempestive, coordinate e proporzionate al rischio.