FATTORI PROTETTIVI: COSA PUÒ RIDURRE LA PROBABILITÀ DI COMPORTAMENTI A RISCHIO

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce i fattori protettivi come condizioni, caratteristiche o comportamenti in grado di aumentare la probabilità di mantenere una buona salute e un adeguato benessere, ridurre l’impatto degli eventi stressanti e rafforzare la capacità di affrontare le situazioni potenzialmente dannose (WHO, 2025). Un ambiente caratterizzato da ascolto, supporto, comunicazione e presenza di adulti affidabili può contribuire a ridurre la vulnerabilità ai comportamenti a rischio. Tra i principali fattori protettivi rientra la qualità delle relazioni familiari. Un ambiente caratterizzato da ascolto, comunicazione aperta, sostegno e presenza di adulti affidabili può favorire lo sviluppo di competenze personali e relazionali e contribuire a ridurre la probabilità di ricorrere a comportamenti dannosi come modalità di fronteggiamento delle difficoltà. Le evidenze suggeriscono, infatti, che il sostegno familiare, il monitoraggio genitoriale e la qualità della relazione tra genitori e figli possono essere associati a una minore probabilità di iniziazione e di uso problematico di sostanze durante l’adolescenza (Morean et al., 2020). Un ulteriore fattore protettivo è rappresentato dalla connessione con la scuola, o school connectedness. Il concetto descrive la percezione dello studente di essere riconosciuto, sostenuto e valorizzato all’interno dell’ambiente scolastico e di avere relazioni positive con insegnanti, personale scolastico e coetanei. Sentirsi parte della comunità scolastica può favorire il benessere, rafforzare il senso di appartenenza e offrire una rete di supporto particolarmente importante durante l’adolescenza (Wilkins et al., 2023). Le analisi condotte sui dati dello Youth Risk Behavior Survey (YRBS) hanno evidenziato associazioni tra una maggiore connessione con la scuola e una minore frequenza di diversi comportamenti a rischio. Tra gli studenti che riferivano livelli più elevati di school connectedness risultavano meno frequenti, rispetto a quelli con livelli più bassi, alcuni comportamenti quali l’uso di marijuana, l’uso improprio di oppioidi prescritti, alcuni comportamenti sessuali a rischio e alcuni indicatori di disagio psicologico (Wilkins et al., 2023). Questi risultati non dimostrano necessariamente un rapporto causale diretto ma indicano come la qualità dell’esperienza scolastica possa essere associata a diversi aspetti della salute e del comportamento degli adolescenti. Anche le relazioni con i pari rappresentano un’importante dimensione del benessere durante l’adolescenza. In questa fase della vita, il gruppo dei coetanei assume un ruolo crescente nella costruzione dell’identità, del senso di appartenenza e delle competenze sociali. La disponibilità di relazioni positive, caratterizzate da sostegno, inclusione e reciprocità, può rappresentare una risorsa, mentre l’esposizione a pressioni dei pari o a contesti nei quali l’uso di sostanze viene percepito come normale o socialmente accettato può aumentare la vulnerabilità a determinati comportamenti a rischio (Trucco, 2020; WHO, 2023). Anche la possibilità di partecipare ad attività sportive, culturali, ricreative, sociali e di volontariato può offrire occasioni di incontro, appartenenza e sviluppo delle competenze personali e sociali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea, in particolare, l’importanza per gli adolescenti di sentirsi connessi e valorizzati, di costruire relazioni significative con familiari, insegnanti e coetanei e di avere opportunità di partecipazione alle attività scolastiche, giovanili e della comunità (WHO Regional Office for Europe, 2021). Tali esperienze possono contribuire allo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima, della fiducia nelle proprie capacità e della resilienza. La prevenzione dei comportamenti a rischio passa, dunque, anche dalla costruzione di contesti capaci di sostenere gli adolescenti. Famiglia, scuola, gruppo dei pari e comunità costituiscono livelli interconnessi che possono contribuire al benessere quando favoriscono ascolto, sostegno, partecipazione, appartenenza e opportunità di sviluppo. Le evidenze disponibili indicano infatti che i fattori protettivi operano a diversi livelli individuale, familiare, scolastico e comunitario e che il loro rafforzamento rappresenta una componente importante della promozione della salute e del benessere in adolescenza (WHO, 2023). La scuola, in particolare, può essere considerata non soltanto un luogo di apprendimento, ma anche un importante ambiente di promozione della salute. Un ambiente scolastico sicuro e supportivo può offrire opportunità di apprendimento, sviluppo delle competenze socio-emotive, costruzione di relazioni positive e accesso a reti di sostegno. Rafforzare la connessione con la scuola e favorire la partecipazione degli adolescenti alla vita scolastica può quindi contribuire a creare condizioni favorevoli al loro benessere e al loro sviluppo (WHO, 2021; Wilkins et al., 2023). In questa prospettiva, la prevenzione può essere intesa non soltanto come riduzione dei fattori di rischio, ma anche come investimento sulle risorse che aiutano gli adolescenti a costruire relazioni positive, sviluppare competenze, sentirsi parte della propria comunità e affrontare in modo più efficace le sfide della crescita. 

Per saperne di più 

World Health Organization. Global Accelerated Action for the Health of Adolescents (AA-HA!): guidance to support country implementation. 2nd ed. Geneva: World Health Organization; 2023. Available from: https://www.who.int/publications/i/item/9789240081765 

 World Health Organization Regional Office for Europe. Adolescents taking the lead: thematic background papers for a multistakeholder consultation to promote adolescent well-being in the WHO European Region, 6–7 July 2021. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2021. Available from: https://www.who.int/publications/i/item/9789240081765 

Trucco EM. A review of psychosocial factors linked to adolescent substance use. Pharmacol Biochem Behav. 2020; 196:172969. doi:10.1016/j.pbb.2020.172969. 

 Wilkins NJ, Krause KH, Verlenden JV, Szucs LE, Ussery EN, Allen CT, et al. School connectedness and risk behaviors and experiences among high school students—Youth Risk Behavior Survey, United States, 2021. MMWR Suppl. 2023;72(1):13-21. doi:10.15585/mmwr.su7201a2. 

 Cole VT, Richmond-Rakerd LS, Bierce LF, Norotsky RJ, Peiris ST, Hussong AM. Peer connectedness and substance use in adolescence: a systematic review and meta-analysis. Psychol Addict Behav. 2024;38(1):19-35. doi:10.1037/adb0000914.