PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE: PERCHÉ INFORMARE SUI RISCHI DA SOLO NON BASTA
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Per decenni la prevenzione delle dipendenze giovanili si è affidata soprattutto a un unico strumento: informare i ragazzi sui danni provocati dalle sostanze psicoattive, legali e non. Le evidenze scientifiche più recenti ridimensionano fortemente questa strategia. Sapere che una sostanza provoca danni alla salute, infatti, non è sufficiente a impedirne l'uso: la scelta di sperimentare o meno dipende da dinamiche sociali, emotive e relazionali, non da un semplice calcolo costi-benefici basato sui dati sanitari. Gli interventi di prevenzione basati esclusivamente sulla comunicazione del rischio possono accrescere la conoscenza, ma raramente modificano i comportamenti nel lungo periodo poiché non attivano processi di consapevolezza e cambiamento personale (UNODC, 2018; EMCDDA, 2019). Le revisioni sistematiche più aggiornate confermano questa tendenza, mostrando come gli approcci puramente informativi abbiano un'efficacia limitata su adolescenti e giovani adulti (Thomas, McLellan e Perera, 2015; Foxcroft e Tsertsvadze, 2011).
Il terreno di gioco della prevenzione moderna sono le cosiddette life skills: pensiero critico, gestione delle emozioni, capacità decisionale, comunicazione efficace, empatia e resistenza alla pressione dei pari. Una revisione sistematica dedicata ai programmi scolastici di prevenzione ha rilevato che questo tipo di interventi può rafforzare l'autostima e le capacità di autoregolazione dei ragazzi, fattori protettivi associati a una minore probabilità di consumo di sostanze (Leiblein, Bitzer e Spörhase, 2022). Non si tratta più di "spaventare" con le statistiche, ma di fornire strumenti concreti da usare nella vita reale, in grado di incidere sulle situazioni quotidiane in cui i giovani si trovano a scegliere se sperimentare o meno una sostanza (UNODC, 2018).
I dati mostrano inoltre che gli interventi capaci di coinvolgere contemporaneamente genitori, insegnanti e studenti funzionano meglio di quelli rivolti ai soli giovani. In famiglia, competenze genitoriali più solide, una comunicazione aperta con i figli e una maggiore capacità di monitorare le loro attività quotidiane sono associate a un rischio ridotto di consumo di sostanze (Kumpfer e Magalhães, 2018). A scuola, invece, sono i programmi strutturati e continuativi, e non le iniziative sporadiche o le lezioni informative una tantum, a produrre risultati duraturi nel tempo (Thomas, McLellan e Perera, 2015; Foxcroft e Tsertsvadze, 2011). Un ulteriore fronte, spesso sottovalutato, riguarda il contesto ambientale in cui i ragazzi crescono. La disponibilità delle sostanze, le norme sociali, le politiche sui prezzi e i controlli sulla vendita ai minori influenzano infatti in modo diretto i comportamenti individuali. Gli interventi di comunità puntano proprio a intervenire su questi fattori, riducendo l'esposizione ai fattori di rischio e rinforzando quelli protettivi, agendo non solo sul singolo ma sull'intero ecosistema, composto da famiglia, scuola e territorio, nel quale un adolescente costruisce le proprie relazioni (UNODC, 2018; EMCDDA, 2019).
Il quadro che emerge dalla letteratura scientifica è chiaro: le principali organizzazioni internazionali di sanità pubblica convergono nel ritenere che una prevenzione efficace debba essere multidimensionale, continuativa e basata su prove scientifiche (UNODC, 2018; EMCDDA, 2019). Informare sui rischi resta necessario, ma da solo non è più sufficiente: servono competenze personali solide, famiglie sostenute, una scuola che accompagni realmente i ragazzi e politiche in grado di incidere sui determinanti sociali e ambientali. Solo integrando questi livelli, individuale, familiare, scolastico e ambientale, la prevenzione può contribuire nel tempo a ridurre il rischio di dipendenze e a promuovere il benessere delle nuove generazioni.
Per saperne di più:
Leiblein T, Bitzer EM, Spörhase U. What Skills Do Addiction-Specific School-Based Life Skills Programs Promote? A Systematic Review. Sustainability. 2022;14(22):15234. DOI: 10.3390/su142215234
Thomas RE, McLellan J, Perera R. School-based programmes for preventing smoking. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2015. DOI: 10.1002/14651858.
Foxcroft DR, Tsertsvadze A. Universal school-based prevention programs for alcohol misuse in young people. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2011. DOI: 10.1002/14651858.
Kumpfer KL, Magalhães C. Strengthening Families Program: An Evidence-Based Family Intervention for the Prevention of Substance Abuse. DOI: 10.1080/1067828X.2018. EMCDDA. European Prevention Curriculum: a handbook for decision-makers, opinion-makers and policy-makers in science-based prevention of substance use. DOI: 10.2810/328460