SOSTANZE E CAMBIAMENTI IN FAMIGLIA: COME EVITARE CONCLUSIONI AFFRETTATE

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I cambiamenti nel comportamento di un familiare possono suscitare preoccupazione e indurre a ipotizzare un possibile coinvolgimento con alcol o altre sostanze. Tuttavia, un approccio efficace richiede prudenza e attenzione nell'interpretazione dei segnali osservati. Irritabilità, alterazioni dell'umore, isolamento sociale, modifiche delle abitudini di sonno o difficoltà scolastiche e lavorative non rappresentano infatti indicatori specifici dell'uso di sostanze, poiché possono essere associati a una pluralità di fattori individuali, relazionali o contestuali (Simon et al., 2022; Marceau, 2023).

Per una corretta comprensione della situazione è importante valutare non solo la presenza di determinati comportamenti, ma anche la loro frequenza, durata e il contesto in cui si manifestano. Cambiamenti persistenti, osservabili in diversi ambiti della vita quotidiana e accompagnati da un progressivo deterioramento del funzionamento personale, relazionale, scolastico o lavorativo richiedono particolare attenzione. Un'osservazione accurata nel tempo consente di raccogliere informazioni più affidabili e di evitare valutazioni basate esclusivamente su singoli episodi o impressioni momentanee (Levy et al., 2023).

La letteratura scientifica distingue inoltre tra sperimentazione, uso di sostanze e disturbo da uso di sostanze (Squeglia et al., 2019; Saunders, 2017; World Health Organization & United Nations Office on Drugs and Crime, 2020). Tali condizioni presentano caratteristiche differenti sotto il profilo clinico e comportamentale, ma condividono la necessità di un'attenta valutazione. È importante sottolineare che nessuna forma di consumo può essere considerata priva di rischi. Anche episodi apparentemente occasionali possono comportare conseguenze per la salute e il benessere della persona, in particolare durante l'adolescenza e la giovane età adulta, fasi caratterizzate da una maggiore vulnerabilità sotto il profilo neurobiologico e psicosociale (Simon et al., 2022; UNODC & WHO, 2024).

Nell'osservazione di possibili situazioni di rischio risulta particolarmente utile considerare le conseguenze funzionali associate ai comportamenti rilevati. Un peggioramento del rendimento scolastico o lavorativo, l'abbandono di attività significative, la comparsa di difficoltà nelle relazioni familiari e sociali, l'assunzione di comportamenti pericolosi o una generale riduzione del benessere psicofisico possono rappresentare importanti elementi di approfondimento e orientamento (Simon et al., 2022).

Qualora emergano dubbi persistenti o elementi di preoccupazione, il confronto con professionisti qualificati costituisce la scelta più appropriata. Una valutazione specialistica consente infatti di inquadrare correttamente i cambiamenti osservati, distinguere tra differenti livelli di rischio e individuare eventuali percorsi di sostegno o trattamento. Il ricorso tempestivo ai servizi competenti favorisce interventi più efficaci e permette di evitare sia sottovalutazioni sia interpretazioni non supportate da adeguati elementi di valutazione (Levy et al., 2023; Rockhill et al., 2026).

Promuovere un clima familiare fondato sul dialogo, sull'ascolto e sull'attenzione ai segnali di disagio rappresenta un importante fattore di protezione. Una comunicazione chiara e responsabile sui rischi associati all'uso di sostanze, accompagnata dalla disponibilità a richiedere supporto professionale quando necessario, favorisce l'individuazione precoce delle difficoltà e contribuisce alla tutela della salute e del benessere individuale e familiare (UNODC & WHO, 2024).

Per saperne di più:

Levy, S., Brogna, M., Minegishi, M., Subramaniam, G., McCormack, J., Kline, M., Menzin, E., Allende-Richter, S., Fuller, A., Lewis, M., Collins, J., Hubbard, Z., Mitchell, S. G., Weiss, R., Weitzman, E. (2023). Assessment of Screening Tools to Identify Substance Use Disorders Among Adolescents. JAMA network open, 6(5), e2314422. https://doi.org/10.1001/jamanetworkopen.2023.14422

Marceau, K. (2023). The role of parenting in developmental trajectories of risk for adolescent substance use: A bioecological systems cascade model. Frontiers in Psychology, 14, 1277419. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2023.1277419

Rockhill, C. M., Ramtekkar, U., Becker, T. D., et al. (2026). Clinical practice guideline: Assessment and treatment of adolescents and young adults with substance use disorders and problematic substance use (excluding tobacco). Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 65(2), 105-138.https://doi.org/10.1016/j.jaac.2025.08.006

Saunders, J. B. (2017). Substance use and addictive disorders in DSM-5 and ICD 10 and the draft ICD 11. Current Opinion in Psychiatry, 30(4), 227–237. https://doi.org/10.1097/YCO.0000000000000332

Simon, K. M., Levy, S. J., & Bukstein, O. G. (2022). Adolescent Substance Use Disorders. NEJM evidence, 1(6), EVIDra2200051. https://doi.org/10.1056/EVIDra2200051

Squeglia, L. M., Fadus, M. C., McClure, E. A., Tomko, R. L., & Gray, K. M. (2019). Pharmacological treatment of youth substance use disorders. Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology, 29(7), 559–572. https://doi.org/10.1089/cap.2019.0009

United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), & World Health Organization (WHO) Informal Scientific Network. (2024). Prevention, treatment and care of substance use disorders among adolescents. World Psychiatry, 23(2), 265-267. https://doi.org/10.1002/wps.21260

World Health Organization, & United Nations Office on Drugs and Crime. (2020). International standards for the treatment of drug use disorders: Revised edition incorporating results of field-testing. World Health Organization.