RIENTRO A SCUOLA E SOSTANZE: QUALI CAMBIAMENTI OSSERVARE SENZA ALLARMARSI
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Con la ripresa delle attività scolastiche, i genitori possono osservare alcuni cambiamenti nel comportamento dei figli adolescenti come alterazioni del ritmo sonno-veglia, maggiore esigenza di privacy, oscillazioni dell'umore o una minore partecipazione alla vita familiare. Si tratta di cambiamenti che possono generare preoccupazione, ma non sono necessariamente indicativi di una situazione di disagio; possono infatti rientrare in normali atteggiamenti dell’età adolescenziale.
L'adolescenza è una fase evolutiva caratterizzata dalla ricerca di nuove autonomie, dalla ridefinizione del rapporto con la famiglia e da un progressivo investimento nelle relazioni con i coetanei; per questo motivo, quando emergono segnali di un possibile disagio, è utile considerarli nel loro insieme piuttosto che focalizzarsi su un singolo episodio. Un temporaneo calo del rendimento scolastico, un aumento dell'irritabilità, variazioni del sonno o cambiamenti nelle frequentazioni possono dipendere da stress, difficoltà relazionali, sfide scolastiche, processi di maturazione. Nessuno di questi elementi, considerato singolarmente, è sufficiente per indicare un uso di sostanze stupefacenti.
Particolare attenzione può essere dedicata all'osservazione di alcuni aspetti della vita quotidiana: qualità del sonno, interesse verso attività precedentemente significative, grado di partecipazione alla vita familiare, regolarità della frequenza scolastica, caratteristiche delle relazioni amicali. È soprattutto la presenza di più segnali che persistono nel tempo associati ad una condizione di malessere generale, a rivestire maggiore rilevanza rispetto alla singola manifestazione.
Di fronte a dubbi o preoccupazioni, un atteggiamento accusatorio o basato sul sospetto rischia di ostacolare il dialogo. Al contrario, mantenere una comunicazione aperta, interessarsi alle esperienze quotidiane dei propri figli e creare uno spazio di ascolto libero dal giudizio può favorire la condivisione di eventuali difficoltà.
Quando le preoccupazioni persistono o i cambiamenti osservati appaiono particolarmente marcati, può essere utile confrontarsi con un professionista della salute, con i servizi territoriali o con figure competenti presenti nel contesto scolastico. Chiedere un parere non significa confermare l'esistenza di un problema, ma può aiutare a comprendere meglio la situazione e valutare se sia utile un supporto. Il rientro alla routine scolastica può quindi essere una occasione per osservare con attenzione eventuali cambiamenti negli adolescenti ed accompagnarli nel loro percorso di crescita favorendo il dialogo, la fiducia e l'attenzione al benessere complessivo della persona.
Per saperne di più:
World Health Organization. (2025). Mental health of adolescents. World Health Organization. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/adolescent-mental-health
World Health Organization. (n.d.). Adolescent health. World Health Organization. https://www.who.int/health-topics/adolescent-health/
United Nations Office on Drugs and Crime, World Health Organization. (2018). International standards on drug use prevention (2nd updated ed.). UNODC. https://www.unodc.org/documents/prevention/UNODC-WHO_2018_prevention_standards_E.pdf
Levy, S. J. L., Williams, J. F., Ryan, S. A., Gonzales, P. K., Patrick, S. W., Quigley, J., Siqueira, L. M., Smith, V. C., Walker, L. R. (2016). Substance use screening, brief intervention, and referral to treatment. Pediatrics, 138(1), e20161211. https://doi.org/10.1542/peds.2016-1211
Miech, R. A., Johnston, L. D., Patrick, M. E., O'Malley, P. M. (2025). Monitoring the Future national survey results on drug use, 1975–2024: Overview and detailed results for secondary school students. Monitoring the Future Monograph Series. Institute for Social Research, University of Michigan. https://monitoringthefuture.org/wp-content/uploads/2024/12/mtf2025.pdf