PERCHÉ ALCUNI ADOLESCENTI SONO PIÙ VULNERABILI ALL’USO DI SOSTANZE?
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Non tutti gli adolescenti hanno la stessa probabilità di entrare in contatto con le sostanze e di sviluppare un consumo problematico. Tuttavia, non esiste una singola caratteristica in grado di prevedere chi farà uso di sostanze e chi invece non ne farà uso. Il rischio deriva dall'interazione di molteplici elementi che riguardano l'individuo, il contesto sociale, le esperienze di vita e l'ambiente di sviluppo.
Alcuni fattori possono aumentare la vulnerabilità dell'adolescente, rendendo più difficile affrontare determinate situazioni o gestire adeguatamente stress, emozioni e cambiamenti legati alla crescita; altri, al contrario, possono promuovere il benessere psicologico e sociale e svolgere una funzione protettiva. Una delle principali cornici teoriche utilizzate per comprendere i comportamenti di consumo e le dipendenze è il modello biopsicosociale, secondo il quale tali fenomeni sono il risultato dell'interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali (Engel, 1977).
Proposto da George Engel (1977), il modello nasce come superamento della visione puramente biomedica della malattia e sottolinea come la salute e i comportamenti umani debbano essere interpretati considerando simultaneamente i processi biologici, le caratteristiche psicologiche individuali e il contesto sociale in cui la persona è inserita; tale prospettiva continua a rappresentare un quadro di riferimento fondamentale nello studio dei disturbi da uso di sostanze.
Secondo Belfiore e colleghi (2024), nessuno di questi elementi, considerato singolarmente, determina necessariamente l'uso di sostanze o lo sviluppo di una dipendenza. È piuttosto la loro combinazione nel tempo, insieme alla presenza o all'assenza di fattori protettivi, a influenzare il livello di vulnerabilità individuale. In quest'ottica, i principali fattori predisponenti possono essere ricondotti a tre macroaree: fattori individuali, fattori familiari e fattori comunitari e sociali (Nawi et al., 2021).
1. Fattori individuali
Tra i fattori individuali associati a un maggiore rischio di consumo di sostanze rientrano caratteristiche di personalità quali impulsività, tendenza alla trasgressione, difficoltà nella regolazione emotiva e alessitimia. Anche la presenza di esperienze avverse durante l'infanzia e l'adolescenza, come maltrattamenti e contesti familiari problematici, appare associata a una maggiore vulnerabilità. Ulteriori fattori di rischio comprendono disturbi della condotta, sintomi depressivi, precedenti comportamenti di dipendenza o esposizione ad altre sostanze e una bassa percezione dei rischi connessi al consumo, spesso accompagnata dalla convinzione che le sostanze siano facilmente accessibili o poco dannose.
2. Fattori familiari
I fattori familiari comprendono l'esposizione prenatale al fumo materno, la scarsa supervisione genitoriale, relazioni familiari caratterizzate da controllo psicologico o negligenza, basso livello socioeducativo e la presenza di modelli familiari di consumo di sostanze. In generale, relazioni familiari poco supportive, scarsa comunicazione e limitato monitoraggio delle attività dei figli possono aumentare la probabilità di coinvolgimento nei comportamenti di consumo.
3. Fattori comunitari e sociali
Sul piano sociale e ambientale, assumono particolare rilevanza l'influenza dei pari e la disponibilità delle sostanze nel contesto di vita. Frequentare coetanei consumatori o vivere in ambienti in cui le sostanze sono facilmente reperibili aumenta infatti la probabilità di sperimentazione e consumo.L'influenza dei coetanei rappresenta uno dei fattori di rischio più consolidati in letteratura. Difatti, durante l'adolescenza il bisogno di appartenenza al gruppo assume particolare rilevanza e può favorire l'adozione di comportamenti condivisi dai coetanei.
Nel complesso, i fattori predisponenti all'uso e all'abuso di sostanze in adolescenza non agiscono isolatamente, ma si influenzano reciprocamente nel tempo. Le evidenze suggeriscono che il rischio aumenta soprattutto quando vulnerabilità individuali, difficoltà familiari e influenze ambientali negative si sovrappongono. Al contrario, la presenza di adeguati fattori protettivi, quali una rete familiare supportiva, relazioni positive con i pari e un contesto sociale favorevole, può ridurre significativamente la probabilità di sviluppare comportamenti di consumo problematici (Goliath et al., 2016).
Per saperne di più:
Engel G. L. (1977). The need for a new medical model: a challenge for biomedicine. Science (New York, N.Y.), 196(4286), 129–136. https://doi.org/10.1126/science.847460
Belfiore, C. I., Galofaro, V., Cotroneo, D., Lopis, A., Tringali, I., Denaro, V., & Casu, M. (2024). A Multi-Level Analysis of Biological, Social, and Psychological Determinants of Substance Use Disorder and Co-Occurring Mental Health Outcomes. Psychoactives, 3(2), 194-214. https://doi.org/10.3390/psychoactives3020013
Nawi, A. M., Ismail, R., Ibrahim, F., Hassan, M. R., Manaf, M. R. A., Amit, N., Ibrahim, N., & Shafurdin, N. S. (2021). Risk and protective factors of drug abuse among adolescents: a systematic review. BMC public health, 21(1), 2088. https://doi.org/10.1186/s12889-021-11906-2
Goliath V, Pretorius B. Peer risk and protective factors in adolescence: Implications for drug use prevention. Soc Work. 2016;52(1):113–29. https://doi.org/10.15270/52-1-482