ESTATE E PREVENZIONE: RAFFORZARE LE RISORSE CHE AIUTANO A SCEGLIERE

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Durante l’estate cambiano le abitudini quotidiane e possono aumentare le occasioni di incontro, festa e socializzazione. In questi contesti, mantenere attivi i fattori di protezione può aiutare ragazze e ragazzi a valutare meglio le situazioni, affrontare le pressioni sociali e prendere decisioni più consapevoli rispetto al consumo di alcol e altre sostanze psicoattive.

La prevenzione non può limitarsi alla descrizione delle sostanze e dei loro effetti. Informare sui rischi è importante, ma la sola trasmissione di conoscenze non produce necessariamente cambiamenti nei comportamenti. Le indicazioni europee più recenti sottolineano che gli interventi preventivi dovrebbero agire anche sulle competenze personali e sociali, sulle relazioni, sulle norme percepite e sui contesti nei quali vengono compiute le scelte.

Questo approccio era già presente nei documenti tecnici ISS dedicati alla prevenzione delle dipendenze nel setting scolastico (De Santi et al., 2009), dove si evidenziava l’importanza di una prevenzione globale, capace di rafforzare le risorse individuali e relazionali e di coinvolgere famiglia, scuola e comunità, anziché affidarsi esclusivamente a messaggi informativi o dissuasivi.

Le evidenze successive hanno confermato la necessità di intervenire su più livelli. Una revisione sistematica pubblicata nel 2021 ha individuato fattori di protezione personali, familiari, scolastici e comunitari, tra cui autocontrollo, competenze personali, supervisione e sostegno dei genitori, legami positivi con i coetanei, rendimento e partecipazione scolastica, politiche preventive e senso di appartenenza alla comunità. Questi elementi non eliminano ogni possibilità di consumo, ma possono ridurre la vulnerabilità e sostenere traiettorie di sviluppo più favorevoli.

Tra le competenze rilevanti rientrano la capacità di prendere decisioni, riconoscere le conseguenze delle proprie azioni, gestire emozioni e stress, comunicare efficacemente, risolvere problemi e resistere alle pressioni del gruppo. Anche il pensiero critico è importante, perché permette di mettere in discussione l’idea che il consumo sia necessario per divertirsi, essere accettati o sentirsi parte del gruppo.

Revisioni pubblicate nel 2023 e nel 2024 sugli interventi preventivi realizzati nei contesti educativi mostrano che i programmi più strutturati non si basano su un’unica attività. Integrano generalmente educazione alla salute, sviluppo delle competenze sociali ed emotive, coinvolgimento della famiglia, partecipazione dei pari, sostegno psicologico, politiche scolastiche coerenti e attenzione al clima educativo.

L’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) segnala che i programmi fondati sulle competenze sociali e sulla capacità di affrontare le influenze del gruppo possono produrre un effetto protettivo, anche se generalmente contenuto. Gli interventi che coinvolgono contemporaneamente scuola, famiglia e altri contesti possono contribuire a ridurre il consumo tra i giovani, mentre i programmi basati soltanto sulla diffusione di informazioni non hanno mostrato effetti sufficienti.

I fattori di protezione non riguardano soltanto le caratteristiche individuali. La qualità delle relazioni familiari, la presenza di adulti disponibili all’ascolto, il senso di appartenenza, la possibilità di chiedere aiuto e l’accesso a spazi sicuri sono componenti fondamentali. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità richiama l’importanza, durante l’adolescenza, delle capacità di gestione delle emozioni e dei problemi, delle competenze interpersonali e di ambienti familiari, scolastici e comunitari protettivi.

Durante la pausa scolastica, queste indicazioni possono essere applicate attraverso la collaborazione tra famiglie, servizi, associazioni ed enti locali. Spazi di aggregazione, attività sportive e culturali, laboratori creativi e occasioni di partecipazione possono offrire alternative concrete e favorire relazioni positive. Queste attività non costituiscono automaticamente interventi preventivi efficaci: acquistano maggiore valore quando sono accessibili, continuative, adeguate all’età e inserite in una strategia più ampia, fondata sulle evidenze.

Promuovere scelte responsabili non significa attribuire ai giovani tutta la responsabilità dei propri comportamenti. Le decisioni individuali sono influenzate anche dalla disponibilità delle sostanze, dalle norme sociali, dalla pressione dei pari, dalla pubblicità, dalle condizioni economiche e dalle opportunità presenti nel territorio. La prevenzione deve quindi rafforzare le competenze personali, ma anche costruire ambienti che rendano le scelte salutari più semplici, realistiche e socialmente sostenute.

L’estate può rappresentare un’occasione per continuare il lavoro educativo svolto durante l’anno. Prevenire significa offrire informazioni corrette, ma anche ascolto, relazioni affidabili, capacità di scelta e opportunità concrete per stare insieme e divertirsi senza considerare il consumo di sostanze come l’unica possibil

Per saperne di più:

De Santi A, Guerra R, Filipponi F, Minutillo A, a cura di. La promozione della salute nelle scuole. Prevenzione delle dipendenze. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2009. Rapporti ISTISAN 09/23.

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World Health Organization. Mental health of adolescents. Aggiornamento 2025. Mental health of adolescents